7 COSE CHE DEVI SAPERE SU COP27

7 COSE CHE DEVI SAPERE SU COP27

Sharm El Sheik, la località scelta per la COP27 (Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), ha già fatto discutere per il tipo di organizzazione adottata. Mentre la precedente edizione, a Glasgow, ha visto i manifestanti parte integrante dell’evento, quest’anno si è deciso di confinare i non addetti ai lavori in un’area ristretta lontano dai giornalisti.

cop27

Vediamo alcune curiosità sulla conferenza più discussa degli ultimi anni.

 

I grandi assenti di COP27

Spicca tra tutti il nome di Greta Thunberg l’attivista portavoce di un movimento contro i cambiamenti climatici, quest’anno inspiegabilmente sembra non essere tra i partecipanti della discussione mondiale più importante del pianeta.

 

Fa preoccupare, inoltre, l’assenza degli esponenti della Cina, uno degli Stati più inquinanti del mondo. La mancata partecipazione sta mettendo in dubbio la credibilità dell’evento lasciando un retrogusto amaro agli obbiettivi che verranno prefissati per il futuro.

 

Il Brasile torna a COP27

Contrariamente alle posizioni politiche dell’ex presidente Brasiliano Jair Bolsonaro, che negli ultimi anni hanno contribuito a distruggere gran parte dell’Amazzonia, tema affrontato in un nostro precedente articolo, il nuovo eletto sembra gradire il tema e farsi portavoce di iniziative a tutela del polmone verde più grande del mondo. Vedremo se Luiz Inacio Lula da Silva manterrà la parola e sarà in grado di cambiare la reputazione dello Stato creata dal suo predecessore.

 lula brasile cop27

Una COP27 tutta Africana

I capi di Stato Egiziani hanno dichiarato di voler dar voce ai 54 Stati del Continente Africano responsabili di meno del 4% delle emissioni globali ma tra i più colpiti dalle conseguenze.

 

Secondo il rapporto di Carbon Brief, in Africa circa 4 mila persone sono morte a causa dei cambiamenti climatici e 19 milioni ne hanno subito le conseguenze con una diminuzione della qualità della vita, già di per se precaria.

 

Al momento i Paesi più inquinanti non hanno mantenuto la promessa di portare a 100 milioni di dollari l’anno il sostegno per lo Stato Africano sovvenzionando, tra le altre cose, il progetto della grande muraglia verde.

 

La posizione dell’Italia a COP27

L’Italia ha anticipato la creazione di un fondo clima da 840 milioni di euro all’anno per cinque anni che verrà annunciato ufficialmente alla conferenza in Egitto.

Sarà presente la nuova Presidentessa del Consiglio Giorgia Meloni anche se il tema dei cambiamenti climatici non è stato particolarmente toccato nel suo programma politico. L’augurio è quello di una presa di posizione forte che renda l’Italia uno stato da prendere come esempio agli occhi del mondo.

 

L’Accordo di Parigi a rischio

L’Accordo di Parigi, siglato nel 2015 durante lo storico COP21, sembra essere a rischio. La forbice di tempo tra quella firma e le previsioni degli scienziati sembra stringersi sempre più rapidamente con le temperature che non smettono di tendere verso l’alto.

 

L’atteggiamento degli Stati maggiormente responsabili delle emissioni sembra non curarsi di quella famosa riduzione del 5% di CO2 entro il 2030. Con queste premesse rischia di saltare il contenimento delle temperature a massimo 2 gradi e raggiungere un aumento di 2.8 gradi entro un secolo.

 

Caldo record pochi giorni prima di COP27 

Sembra essere un segnale di emergenza che la Terra ha mandato forte e chiaro a ridosso di uno egli eventi che ha come obbiettivo proprio l’aumento delle temperature globali.

Nei giorni di fine ottobre sono state registrate temperature mai così alte dal 1800 a oggi, confermate dal rapporto dell’ANSA che dichiara già sforato il limite massimo prefissato dagli obbiettivi 2030, con un 2022 a +2,26°.

caldo record cop27

 

I risultati di COP negli anni

Durante le 26 edizioni tenutesi in giro per il mondo possiamo identificarne e come le più importanti della storia:

 

  •     COP3, svolta a Kyoto nel lontano 1997, ha portato al famoso Protocollo di Kyoto che di fatto è il primo documento ufficiale a parlare di problematiche legate all’impatto dell’uomo nell’ambiente;
  •     COP15, anno 2009 a Copenhagen, è stato il summit in cui si è fissato l’obbiettivo di contenimento delle temperature a massimo +2°, ancora oggi fissato come target. Inoltre è l’anno in cui gli Stati hanno deciso congiuntamente di stanziare somme di denaro annuali in aiuto alle Nazioni più povere;
  •     COP21, tenuta nel anno 2015 a Parigi, è l’ultimo evento di grande rilievo per la firma dell’Accordo di Parigi da parte di tutti gli Stati partecipanti per la prima volta d’accordo tra loro.

 

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2 commenti

Non ho parole…. più tardi ci rendiamo conto di ciò che non stiamo facendo per il pianeta….. più disastrosi saranno gli effetti delle nostre azioni…..ne va del nostro futuro ..lasceremo un pianeta povero e pieno di problemi insormontabili alle nuove generazioni…..siamo proprio Testardi e cocciuti a non renderci conto di ciò che sta avvenendo….Ferdy di Carpi

Ferdinando Petocchi

Grazie

Cristina

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